Alfetta, un’amore senza fine.

Ero solo un bambino quando mio papà aveva la sua alfetta 1.6,ma ne ero innamorato,dicevo sempre che a 18 anni volevo un’auto cosi.
ma a parole dette da un bambino chi ci crede………..

Passano gli anni ero ragazzetto e diventavo matto per ogni alfa romeo che vedevo in giro,e alla sera d’estate aspettavo il ciclo i filmissimi per vedere i film del grande maurizio merli,sognando un giorno di avere la “mia” alfetta.

Nel 1996 cominciai a lavorare in rettifica,sbavavo ogni volta che c’era un bialbero da revisionare,e intanto pensavo sempre al giorno in cui ne avrei avuta una.
Mi offrirono una 75 1.6 a carburatori,inizialmente l’avrei presa al volo,ma il cuore mi è sempre battuto per l’alfetta,quindi aspettai tanto alla patente c’è tempo.

Nel 1997 ci sono stati gli ecoincentivi,avevo paura di veder finire il mio sogno in una pressa,dato che vedevo buttare macchine anche in buono stato,quindi cominciai a fremere per averne una subito,il mio capo mi diceva “ma và là cosa te ne fai di un’alfetta,comprati una nuova punto che consuma poco e va benone” per non parlare del cognato che disse testuali parole “lui è vuoto in testa con quella macchina si farà male” io me ne fregavo totalmente come faccio adesso l’alfetta è mia l’ho voluta la voglio e me la tengo.
E cosi un giorno al lavoro il mio collega mi dice sai che romeo vende l’alfetta? io li chiedo ma quale quella grigia? lui mi disse si proprio quella.

La sera appena arrivato a casa ancora prima di mettermi a mangiare dissi a mio papà e a mia mamma “sabato andiamo a vedere una macchina”.

Sbigottiti ma per nulla contrariati mi chiesero macchina? quale macchina? gli risposi un’alfetta 2.0 grigia che è di un cliente che ha deciso di venderla, mio papà disse vabbè andiamo a vederla.
Cosi il sabato siamo andati a vederla,la macchina era parcheggiata davanti al negozio di romeo,romeo puntuale all’appuntamento ci mostra la vettura e dà le chiavi a mio papà per provarla.

La meccanica era quasi un disastro,molte cose dell’impianto elettrico non funzionavano,la carrozzeria non era malaccio ma aveva i segni dei suoi 14 anni.

Mio papà mi disse che forse era il caso di cercarne un’altra,ma io testardo come un mulo non ho sentito ragioni,cosi 2 settimane dopo siamo andati a pagare la macchina e labbiam portarla a casa.

Alla patente mancava ancora un’anno buono dato che era il 14 giugno del 1997,e io i 18 anni li avrei fatti ad aprile del 1998.cosi in quell’anno l’ho curata dei suoi acciacchi,revisionato totalmente il motore,il cambio i freni,sistemato l’impianto elettrico.ogni sabato la tiravo fuori per lavarla e poi la rimettevo al suo posto in garage.

Fino al giorno 15 ottobre 1998 che ho superato l’esame per la patente e la sera la tirai fuori per la prima volta da solo senza mio papà come accompagnatore.cavoli 18 anni l’alfetta 2.0 quadrifoglio oro col tettuccio apribile tanto desiderata ora è completamente nelle mie mani,ero troppo felice!
Felice a tal punto che appena tornato a casa dopo l’esame non sò come, sono riuscito ad aspettare la sera per uscirci la prima volta.

Da allora son trascorsi 12 anni e in tutto questo tempo nulla è cambiato anzi l’amo come quando ero bambino e la desideravo.
I primi viaggi con gli amici,le vacanze…….
Poi ho conosciuto Alfissima,ricordo l’emozione del mio primo raduno,il mare e monti!
E ora insieme alle 2 alfa75 e alla gt 1.8 si tengono compagnia e mi accompagnano con grande soddisfazione a tutti i raduni.

Andrea Bordigato.
Socio A.R.O.C. Alfissima

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