Perchè sono diventato alfista forse ci sono nato.

Racconto del nostro presidente Mauro Simonini ..

Eppure i miei genitori hanno sempre sostenuto di non avermi concepito nella Giulia sprint gt veloce verde muschio, ma io non ne sono ancora convinto, sta di fatto che la verde muschio non sono mai riuscito a vederla, fu infatti coinvolta in un incidente mentre mio padre si recava a trovare me e mia madre in ospedale. Dopo qualche giorno fu una junior 1300 bianca a portarmi a casa, e fu la prima volta che respirai l’odore di nuovo di un Alfa acquistata solo 2 giorni prima, ma sono altrettanto convinto che quel suono sordo e pastoso, accompagnato dal brontolio di qualche nota più alta l’avevo gia sentito mentre mia madre era in gravidanza. Anche della junior 1300, non ho una visione chiara, solo all’età di 3 anni ricordo quella che per me fu veramente la mia prima Alfa nonostante ne passarono altre 2 da quando il mio cuore iniziò a battere. si trattava della 1750 gt veloce del 1971 grigio scuro metalizzato, la mia maestra!!!, e con quell’auto che ho imparato l’automobile, era solo la nostra ad avere una linea così sportiva, era solo la nostra ad avere quel suono che mi incantava, ed era solo la nostra che faceva fumare le gomme in 3 tempi, (capii solo dopo anni che erano, prima, seconda e terza) tutte le volte che papà partiva per andare al lavoro. Tutte le altre , tutte quelle dei nostri vicini di casa erano diverse, brutte, con un rumore atipico per il mio udito, e soprattutto non facevano fumare le gomme, nemmeno al primo tempo. Intanto crescevo e con me la 1750 gt veloce, e con il tempo iniziai a gustarmi i viaggi seduto sempre davanti, sulle ginocchia di mamma (oggi roba da criminali) 1…..2…..3 …….4…..5 era il massimo che contavo prima della scalata e del sorpasso lungo la via del passo dei carpinelli, un auto davanti non doveva, non poteva starci, tutte dietro, perchè un alfa non deve mai star dietro, era una teoria che mio padre sempre mi ripeteva, ma io non ero ancora nella condizione di capirla, anche se istintivamente davo ragione a papà e non alle lamentele di mamma.
Terza elementare, più precisamente III A è il più vecchio disegno di scuola che mi è rimasto, una specie di auto con vaga somiglianza a una Giulietta ss, ma dotata di super periscopio tipo 33 tt erano più o meno i miei disegni, che raffiguravano in qualche modo sempre qualcosa che aveva a che fare con il biscione. tutti disegni fatti dal lunedi al sabato, perchè, io al martedì a scuola penso di non esserci mai andato, era il giorno di riposo dei miei genitori, e quindi alla fine pure il mio, ma se il martedi non imparavo nulla dalla maestra, era la 1750 ad insegnarmi l’automobile. Papà si accingeva sempre a fare i normali controlli con cadenza settimanale, acqua olio, tutto apposto, solo di rado mi portava in autofficina per qualche lavoro, e sinceramente non vedevo l’ora che la 1750 avesse qualche noia per poter stare qualche ora in quell’officina che, aveva un grandissimo stemma alfa all’entrata e al suo interno tante alfa, tantissime, per me era un po’ come entrare dove le fabbricavano.
Tra la manutenzione settimanale di papà e le visite in officina autorizzata, ebbe inizio il mio primo approccio con la meccanica, queste Alfa avevano tutte il solito motore eccetto una, si chiamava Alfasud, ne aveva una pure mio fratello e una l’aveva lo zio. Il tempo passa e la voglia di sentire veramente mia un Alfa era troppo forte, la volevo guidare e smaniavo per questo doveva essere il mio regalo di compleanno. 7 anni lo ricordo benissimo, il mio regalo era guidare il gt !!!!!!!! e così fu in quella sera del 3 maggio su una strada di collina sulle ginocchia di mio padre guidai per la prima volta un auto ed era un alfa.

Un tempo i “porte aperte” dai concessionari non erano ancora in voga, ricordo che a fare un porte aperte la prima volta fu la renault, con il giochino della chiave, se partiva, la renault era tua……..ma chi la voleva? io no!!!
Era quindi consuetudine che tutte le concessionarie portassero in visione il loro nuovo modello presso i bar per far visionare ai clienti cotanta bellezza…..ehhhh?????

i clienti dall’interno del bar si “trasportavano” fuori , nella piazza, chi con il bicchiere in mano, chi con le carte da gioco, pena la partita sospesa, ma ne valeva la pena, in piazza c’è da ammirare la bmw 320, l’anti alfetta….. ehhhhhhh?????? e fra le centinaia di discorsi, una voce fuori campo dice: ” che motore splendido” essendo piccolo, grande non lo sono nemmeno ora, cerco di scorgere quel capolavoro, mi aspettavo un motore tipo quello dell’alfa, con quelle candele in mezzo a 2 alberi, i carburatori messi in fila per abbeverare il motore e dalla parte opposta l’inizio di quello strumento musicale a fiato che iniziava con quattro tubi, poi 2, poi uno, per terminare dietro con il famoso incantevole suono , mi aspettavo una cosa del genere, magari lucente come il paraurti. e invece………che delusione, vidi una pentola nera che copriva tutto facendo solo intravvedere un motore mezzo inclinato come se si fosse già rotto un supporto. quello è un motore meraviglioso !?!?!? esclamai arrabbiato, quello è una pentola non un motore!!!!!! molti si misero a ridere, dicendo ecco mauretto l’alfista, cavolo io manco sapevo cosa significasse essere alfista, ma capii che non era un insulto, ma un complimento, forse il più bello che potessi ricevere.

si cresce, ci si documenta, al tempo non era semplice, esisteva solo il costoso quattroruote, e i bellissimi e gratuiti depliant nella vicina concessionaria Alfa Romeo De Micheli, e i pellegrinaggi in bicicletta erano praticamente giornalieri. Non ci volle molto per documentarmi su tutta la gamma disponibile, che all’epoca spaziava dalla Alfasud, alla Alfasud sprint, Giulietta, Alfetta “piccola” e Alfetta “grande” non prendendo come riferimento la cilindrata, ma proprio per le dimensioni dell’auto, che in quel periodo veniva commercializzata con 2 tipi di carrozzeria, poi c’erano l’alfetta gt e gtv, e la spider, la nuova super era da poco andata in pensione, e per la grande alfa6 dovetti aspettare ancora 2 anni, era infatti il 1977, anno in cui invidiavo i compagni di scuola del vicinissimo comune, che andavano a scuola con un nuovissimo F12, mentre a noi, quelli di Aulla toccava andare con i fiat 238….mamma posso cambiare scuola? loro vanno in Alfa Romeo e io no!!!!

Ho già la bellezza di 8 anni, e tra i conoscenti, i clienti del bar, io sono mauretto l’alfista, i clienti del bar quando acquistano la nuova Alfa, prima di portarla a far vedere alla moglie passano da me per portarmi a fare il giretto di prova, ripagati nel vedere il mio entusiasmo.

1979 l’Alfa torna in F1. a dire il vero già prima tifavo brabham-Alfa, non ho mai tifato ferrari, perchè, in pista c’era comunque un motore Alfa, da ora in poi avrei tifato per ben 2 scuderie, la Brabham Alfa, e l’Alfa Autodelta. Ero l’unico, tutti tifavano ferrari, ferrari, a scuola e al bar tutti mi prendevano in giro perchè l’Alfa non vinceva mai, ma la mia fede non mi fece desistere tanto da capire poco tempo dopo, che ferrari non sarebbe mai stata quello che era se non fosse per l’Alfa Romeo.

Odore di patente……mancano ancora 2 anni, ma la mia voglia di guidare un Alfa Romeo tutti i giorni mi devastava, la 1750 gt in restauro, tutti i giorni la mitica panda 45S, io giravo in vespa e sognavo la appena presentata 33 Q.V. doveva essere rigorosamente di colore rosso Alfa.
Riuscii a convincere mio padre, certo doveva essere per lui….mah un giorno scorgo in un salone una lucente alfetta Q.O. motronic. era in contovendita, e il proprietario un amico di mio padre, ci vollero 2 giorni per poterla avere sul vialetto di casa, e tutte le domeniche pomeriggio, riuscivo a sgraffignarla per un giretto.
1987, finalmente la patente, mi potevo godere come neo patentato l’Alfetta, e la gt veloce quasi pronta, nuova di restauro. la mia vita in quel momento era al massimo, finalmente potevo vivere la mia passione direttamente, mah, c’è sempre un mah, la fiat acquisisce L’Alfa Romeo.

Arriva la 164. non ci volevo credere, le informazioni di una rivista blasonata come quattroruote non poteva sbagliare, ma questa volta ha preso il pesce d’aprile……e invece no!!!!!!!! ricordo come se fosse ieri, piazza cavour ad Aulla, una twin spark verde mirto, non girai molto attorno all’auto come tutti, c’era una miriade di persone ad ammirare la nuova nata di Arese, non si scostavano, erano come calamitati su quella lamiera, la mia visita durò ben poco, gli arrivai da dietro, mi chinai sotto il paraurti, un brivido………e un pensiero, l’Alfa è morta sono nate le alfiat.

è guidando che ti accorgi che un Alfa Romeo è un altra cosa, infatti ho sempre creduto che non ci fosse una reale concorrente di un Alfa Romeo, se non per cilindrata, prezzo e dimensioni. un Alfa Romeo ha solo “rincorrenti” cioè case automobilistiche che cercano di rincorrere quello che è un Alfa Romeo, come se si trattasse di un punto di arrivo, e solo “tecnologie alternative” come il turbo e l’iniezione multipoint e le 16 valvole, hanno dato a queste case la possibilità solo di avvicinare le prestazioni di un Alfa, senza trasmettere la sensazione del piacere e della sicurezza, che solo un Alfa Romeo ti sa dare,un Alfa riesce a trasmettere a chi la guida, la passione e la professionalità di chi le ha concepite.
mi sono dilungato, avrei potuto scrivere in 2 parole, io alfista ci sono nato, ma sarebbe stato troppo banale.

E’ possibile leggere il racconto degli altri soci, o raccontare la tua storia al seguente link -Perchè sono diventato alfista forse ci sono nato.-

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