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Alfissima sarà presente con il proprio stand. esposizione auto e proiezione filmati. cena offerta a tutti gli intervenuti come nel 2010. Il giorno seguente, Domenica 7 luglio, il 12° Mare & Monti e il 7° trofeo Eugenio Giuseppe Luraghi. musei strade collinari e per finire tutti in spiaggia.
a breve programma dettagliato

A.R.O.C. Alfissima ripercorrendo i passi storici della Alfa Romeo, riporterà l’Alfa 33 esattamente nel luogo dove trent’anni fa fu presentata.

Sabato 8 Giugno

Ore 9,30 ritrovo di tutti i partecipanti in Piazza S. M. Elisabetta.
Disposizione delle vetture in piazza, le 33 attorno al monumento ai caduti, mentre le altre alfa partecipanti nella parte esterna della piazza.

Ore 12,00 circa pranzo presso il ristoante adiacente la piazza, pranzando con la vista dell’esposizione come 30 anni fa.
( pranzo di pesce in alternativa carne )
Durante il pranzo video conferenza sull’alfa 33 condotta dalla madrina della manifestazione Elvira Ruocco, che terrà a battesimo questa ricorrenza.

Al termine premizioni con gadget ricordo dedicato alla manifestazione.

sfilata per Lido di Cavallino – Tre Porti – Punta Sabbioni

Per chi lo desidera, possibilità della visita di Venezia tramite battello di linea.

COSTO DELLA MANIFESTAZIONE 35 EURO A PERSONA.

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maurinoE’ necessario fare qualche passo indietro per parlare di Alfissima e capire perchè nasce come un nuovo club, e per fare questo bisogna tornare indietro di oltre 10 anni.

Al tempo un “appassionato padovano” crea un gruppo chiamato Alfissima, non è propriamente un club, ma solo un gruppo di persone che amano le Alfa dotate di meccanica de Dion.

Rapidamente questo gruppo diviene una vera e propria “sezione” di un (ai tempi) noto club veneto, dove si possono iscrivere piu o meno tutte le Alfa Romeo e dove non conta tanto lo stato di conservazione o di originalità dell’auto, ma l’importante è invece fare un gran numero di soci.

Nella quantità ovviamente le mele marce aumentano esponenzialmente e qualche raduno finisce in rissa, qualche pranzo a bicchieri in faccia… insomma un bel gruppo nutrito e colorito..!
Tutto ciò comunque non rappresenta un problema,  più siamo e più ci divertiamo.. l’importante, per il “presidente” e’ che ci siano abbastanza soci da “spennare”.

Questo club di “alfisti” non iscrive pero’ chi ha la Giulietta “perché se non è una turbodelta è una macchina da zingari”, o peggio ancora Alfasud o 33, definite proprio auto da terroni e assolutamente non delle vere Alfa Romeo..
Insomma un club tutto a trazione posteriore, eccezion fatta per il cosiddetto rappresentante nonché fondatore che ai raduni sfoggia nientemeno che una 164 a gasolio.

Il peggio però deve ancora venire, infatti in un certo raduno a questa “sezione” del club stesso viene vietata la partecipazione perché la maggioranza delle auto iscritte era considerata “truzza”.
Il problema era alla fonte: invece di limitare l’iscrizione stessa al club alle sole auto perfettamente originali si accettava qualsiasi macchina anche pesantemente “personalizzata”  per poi vietare a tutti i componenti del “gruppo” (anche a quelle perfettamente conservate) la partecipazione ai raduni.
A questo punto il tutto è evidente: l’importante è solo fare un gran numero di soci, ovviamente paganti.
Quindi il “padovano” e un gruppo di soci scontenti della politica del club lo lasciano; ormai non si sentono più rappresentati.

Nasce  A.R.O.C. Alfissima , che da quel giorno in poi non si limita a essere una solo “sezione” di un club di marchio, ma si prefigge di essere un vero e proprio club che nella sua lista di auto iscrivibili abbia tutte le creature Alfa Romeo della gestione pre-fiat o quelle nate sotto gestione fiat ma derivate dalla gestione precedente.
E sopratutto queste auto devono essere tutte, ma proprio tutte, nelle condizioni più vicine all’originale possibile…….ARNA compresa!

Presto il club cresce e prende la strada degli eventi che non siano solo semplici raduni, infatti un anno dopo ad esempio festeggia a Arese ed a Balocco i 30 anni della Alfetta gt e, per l’occasione, diventa non meno che uno dei pochi club riconosciuti dalla casa madre e affiliato RIAR, e questo al tempo era davvero un onore per pochi.

Alfissima negli anni continua la sua strada accettando al suo interno sempre e solo alfa, rifiutando tutto quello che fiat ha prodotto successivamente, dando un termine temporale e storico all’alfa che fu, quella vera, quella che non è mai scesa a compromessi, con niente e nessuno.
Da subito definiti il club dei “talebani”, gli Alfissimi si sono fatti conoscere ovunque, nel bene e nel male, secondo le opinioni, ma sicuramente senza mai ripensamenti circa la strada intrapresa, tanto da guadagnarsi la fama del club più coerente che possa esistere.

Gli anni passano e all’interno del club si susseguono vari personaggi con cariche diverse, e quasi sempre in modo turbolento.
Alcuni di questi si dimostrano personaggi non raccomandabili non solo alla vita di un club ma anche a quella di qualsiasi società civile, alcuni non lasciano il segno, alcuni partono come razzi ma altrettanto in fretta si spengono mentre alcuni, dopo un iniziale comportamento volenteroso che ha contribuito a far crescere e conoscere sempre più il club, si montano un po’ la testa.. la fama, non direttamente loro, ma che solo la visibilità di un club come Alfissima può dare, si sa, da al cervello..
Il gruppo è nutrito, e poco per volta si muovono nell’ombra per spostare “IL FULCRO” del club sempre più a sud, verso la capitale.
Poco dopo però, causa trasferimento, viene a mancare la persona che gli regalava senza volerlo popolarità e notorietà e da li in poi succede un susseguirsi di situazioni strane, spiacevoli, chiassose con al seguito po’ di parapiglia: bollette non pagate, rate perdute, manicotti smanicottati, fascette sfascettate, passaggi di proprietà fatti disfatti e rimasti a metá, bistecche offerte, porchette rubate, pratiche asi inventate e chi più ne ha più ne metta. Spiegarlo in poche parole è impossibile, e solo chi l’ha vissuto da dentro sa quanto questo periodo abbia logorato gli animi e incrinato i vari rapporti.
Insomma alla fine “IL FULCRO”, sedicente almeno, gira i tacchi e abbandona la nave dando per scontato che la leva una volta sprovvista di fulcro non avrebbe avuto più la forza di andare avanti.
“DOPO IL MARE & MONTI CHIUDONO” era la loro profezia….

Purtroppo però troppo spesso si danno per scontate cose che alla fine scontate non sono, Alfissima infatti era Alfissima prima del loro arrivo, e lo è rimasta anche dopo la loro dipartita, ancora più rinforzata di prima.. È proprio vero alla fine, ciò che non uccide fortifica!
La prova è che non son bastate nemmeno le coalizioni di tutti i club d’Italia a fermarci, perchè alla fine Alfissima è sempre la prima, magari con qualche socio che si è lasciato trasportare via in meno, ma sempre la prima rimane!

Se vogliamo parlare di iniziative realizzate, il Courchevel è solo uno dei punti assolutamente inarrivabili ad altri club, questo non per mancanza di capacità, ma peggio ancora per mancanza di conoscenza storica del marchio e  di iniziativa.
Senza falsa modestia, Alfissima è ancora l’unico club che sia riuscito ad andare in massa a pomigliano d’arco girando in lungo e in largo lo stabilimento e la pista di collaudo, questo in occasione del 40°Alfasud.
Alfissima ad Alfa Club Milano, sono stati gli unici club riusciti a portare le loro alfa all’interno di quel che è rimasto dell’ ex stabilimento di Arese. Magari in molti si chiederanno: MA COSA CI TROVANO AD ANDARE IN GIRO PER VECCHI RUDERI? Ecco, questa è la differenza fra un Alfissimo e un’alfista per caso: la conoscenza del marchio, della sua storia e dei suoi luoghi.
Negli anni non è mai venuto in mente a nessun presidente di club di festeggiare chi ha lavorato in alfa, perché nessuno è mai arrivato a pensare che l’auto non è nata per caso ma è costruita da un gruppo di persone, e se si tiene a un prodotto, è d’obbligo ricordare coloro che hanno contribuito alla nascita e alla produzione di quel prodotto.

Altro punto dolente, il museo chiude. Rischia di essere smantellato, di non vedere più la luce.. In quei mesi vengono però alla luce personaggi mai conosciuti prima tra gli appassionati, si dice siano persone che lavorano di fino, ma pare a distanza di qualche anno che questo lavoro sia rimasto senza alcun risultato e queste persone sono oggi scomparse…….. e allora?
E allora son sempre i soliti 2 club che si uniscono, che uniscono le proprie forze e portano 400 mq di stemma ALFA in piazza Duomo a Milano a favore del museo e per ringraziare le istituzioni che si sono interessate ad esso. La partecipazione è buona, ma sinceramente ci si aspettava di più, molto di più.. si sta parlando del museo, della storia del marchio e di tutto ciò che rimane oggi dell’Alfa Romeo.. Purtroppo alcuni presidenti di club non hanno ritenuto importante una manifestazione per la salvaguardia del museo, forse non hanno saputo per un giorno mettere da parte i dissapori, forse hanno voluto addirittura dissociarsi dai “talebani” o forse hanno ritenuto più importante seguire i consigli del “capo” per ovvi motivi economici, che purtroppo in alcuni casi sovrastano la cosa più importante cioè il tuo credo ed i tuoi ideali.

Sta di fatto che la nostra posizione, dico nostra perchè a pagarne le spese son stati i 2 club che non hanno voluto scendere a compromessi con nessuno, ci ha fatto sbattere fuori dalla più alta istituzione alfista al mondo: il RIAR.
A questo punto però la domanda nasce spontanea: perché chi dovrebbe rappresentare la storia del marchio non fa nulla per difenderla e invece intralcia e cerca di eliminare gli unici club che la vogliono difendere?
inoltre a cosa serve tenere al proprio fianco club che non vanno oltre il semplice raduno di piazza, e non fanno nulla per ricordare e far conoscere la storia del marchio?

Purtroppo non è ancora tutto, anzi, il bello (e il ridicolo) deve ancora venire.. Ultimamente si legge per la rete che Alfissima fa raduni che non dovrebbe fare, in zone di altri club e vari bla bla bla.
Persone che fanno Alfissima ed Alfa Club Milano, continuo bersaglio di menzogne e di intralci vari, spesso cadendo veramente in basso con azioni tese a  far sfumare le manifestazioni: si prodigano in mail, telefonate, messaggi telefonici: “NON ANDATE QUELLO NON è UN RADUNO UFFICIALE”
o molto peggio: “FACCIO PARTE DELL’ORGANIZZAZIONE DEL 50 GIULIA, COMUNICO A QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE CHE LA MANIFESTAZIONE E’ STATA ANNULLATA”
Gli autori di queste bassezze si sono rivelati poi un paio di soggetti affiliati al riar, personaggi di dubbia etica morale e professionale con qualche lecchè al seguito, gente che nonostante l’età ama ancora giocare a fare i poliziotti.
A loro consigliamo di non preoccuparsi troppo delle nostre attività di club ma del futuro del marchio e del museo.

Alfissima è sempre la prima, qualcuno può dire il contrario??

Mauro Simonini

Presidente di AROC Alfissima.

IMG_6055Dieci anni. Dieci anni di Club e di passione suggellati da un evento importante, il Raduno per il Decennale di Alfissima. Un raduno che fin dall’inizio ci e’ sembrato “diverso” forse insolito, forse speciale, poi lo abbiamo capito, e’ stato il raduno dove siamo tornati come per incanto a respirare l’aria di Alfissima, quella che a partire dal 2009 e’ andata via via forse perdendosi. Quell’aria che respiri e che ti fa capire che siamo una grande famiglia, che lo stare insieme e’ alla base di tutto. Chi aveva man mano inquinato l’aria ormai si e’ allontanato da tempo, l’ha inquinata tentando in maniera infima di trasformare il club nella propria personale vetrina, ove far vedere al mondo di essere il piu’ bravo, il piu’ bello, quello con la macchina piu’ a posto. O peggio, ha tentato di trasformarlo in uno strumento di marketing a proprio uso e consumo per attivita’ commerciali o professionali, tra chi vendeva auto e chi le raffazzonava alla meno peggio. Lo hanno dimostrato andando via sbattendo la porta e creando un proprio sodalizio perfettamente costruito attorno a tutto questo, propria vetrina personale dove esibirsi facendo financo pagare il biglietto agli spettatori, e strumento di pubblicita’ per vendere o riparare automobili comprate per un tozzo di pane e vendute per pezzi di alto valore collezionistico.

Sono tornate le critiche, scaturite dall’invidia di chi, proprio non ce la fa, a vivere il club nella maniera straordinaria unica degli Alfissima, proprio non ce la fa, ad appartenere con orgoglio a quello zoccolo duro che da 10 anni non scende a compromessi, quella gente a cui non interessa essere il primo della classe con la macchina lucidata e il pomellino al suo posto, quella gente a cui non interessano questioni economiche e di opportunita’, quella gente che della fiat continua a dire quello che pensa, quel club che con orgoglio si e’ fatto espellere dal riar per la sola colpa di voler strenuamente difendere l’ultima baluardo dell’Alfa Romeo, il Museo di Arese.

I “padri fondatori” delle creature che tanto amiamo, dicevano che non si deve mai scendere a compromessi, noi non ci siamo mai scesi. Noi quelle creature amiamo guidarle per migliaia di km perche’ sappiamo che alla fine del viaggio ci sono gli Amici che ci aspettano, perche’ alla fine di quel lungo viaggio si spengono i motori e ci sono le tavolate, lo stare insieme divertendoci come non mai, perche’ in un secondo siamo capaci di passare da un passo alpino guidato sul filo di lana alle risate a crepapelle in compagnia, perche’ siamo come ogni Alfista  a nostro modo di vedere dovrebbe essere, ma noi siamo di piu’, siamo Alfissimi, chi non e’ stato in grado di esserlo, e’ semplicemente andato via, scegliendo strade piu’ consone alla propria maniera di vivere la passione.

C’e’ stato anche chi ha mugugnato che no, non dovevamo permetterci di “espugnare” una “roccaforte” come il Veneto, nei loro sogni forse esclusiva di altri sodalizi, la verita’ e’ che gli Alfissimi quello che vogliono se lo vanno a prendere senza riguardi e senza timori, come un’Alfetta che negli anni 70 ti arrivava al culo incazzata e cattiva e tu, con il tuo 125 dovevi volente o nolente cedere il passo. Anche la festa d’estate la faremo in Veneto, giusto per ricordarvi che quell’Alfetta cattiva e incazzata non ha riguardi per nessuno.164969_541968249187856_2023015780_n

Alfissima continua per la sua strada, chi ha fegato e passione da vendere lo ha dimostrato in questo raduno, siamo orgogliosi e senza reverenze verso niente e nessuno, e non c’e’ posto neanche per “bambini” con problemi mentali.

Siamo ancora i NUMERI UNO, se qualcuno vuole dire il contrario, venga a dircelo in faccia.

 

Il Direttivo di A.R.O.C. Alfissima

 

LE FOTO

 

 

L’anteprima del Video.

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“Io sono un pacifico tecnico finito senza volere nel mondo frenetico, irrazionale e spesso contraddittorio delle competizioni”

Così Carlo Chiti, l’inventore dell’Autodelta nata il 5 marzo 1963, amava descriversi.

Alfa Romeo Club Milano e Alfissima organizzano il 50° anniversario, nella ex sede dell’Autodelta a Settimo Milanese e a Balocco, all’interno del Centro Sperimentale.

Gli ex piloti, gli ex impiegati del Reparto Corse più amato dell’Alfa Romeo, ci faranno rivivere quello splendido ventennio.

Settimo Milanese – Balocco, domenica 17 marzo 2013 , visita la pagina 50° Autodelta per maggiori informazioni

Un articolo pubblicato su “La Gazzetta di Auto D’Epoca” di Gennaio 2013 ,interamente dedicato al raduno “Guidare Alfa Romeo” organizzato da A.R.O.C. Alfissima e AlfaClub Milano sul Passo della Cisa .

Clicca sulle immagini per ingrandirle

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cavallinoAnniversario dopo anniversario, ricorrenza dopo ricorrenza, AROC Alfissima continua la via delle celebrazioni per la nostra amata casa del Biscione. Uno degli eventi molto importanti di quest’anno e’ il 30° dell’Alfa Romeo 33, vettura a cui gli Alfisti hanno sempre tributato un grandissimo successo. Proseguendo nell’idea di ripercorrere i luoghi legati a modelli ed eventi storici, abbiamo scelto di festeggiare la media di Pomigliano a Punta Cavallino (VE), luogo in cui nel 1983 venne presentata alla stampa internazionale.

A breve verra’ presentato il programma dettagliato dell’evento, continuate quindi a seguirci .

Potete trovare altro materiale sull’Alfa 33 nella sezione Documentazione

Nel frattempo vi regaliamo alcuni video.

Il processo di produzione dell’Alfa 33

 

La prova della Permanent 4 di A. De Adamich

Programma 2013

smallSono passati ben 10 anni dalla data di fondazione del club, 10 anni che ci hanno visto sempre più protagonisti nel settore.

Alfissima crede che l’Alfa Romeo sia stata solo una, niente a che vedere con ciò che è accaduto dopo l’avvento di FIAT. Rispettiamo chi, con passione, pensa a un Alfa senza distinzioni, ma il nostro credo, il nostro modo di pensare, è uno solo: per noi l’Alfa Romeo è morta con la fine della 75 e della 33.

Alfissima da tempo è conosciuta da tutti gli appassionati di Alfa Romeo. L’immagine del club è solida e ben chiara, guadagnata sul campo, anzi, sulle strade, le piazze e il web. Un club a volte talebano ma coerente, che non scende a nessun tipo di compromesso, che sia esso economico o di immagine.

In questi primi 10 anni siamo cresciuti. Non ci limitiamo solo a radunare soci per un allegra compagnia; i nostri incontri mirano a ripercorrere la storia dell’azienda e dei suoi uomini, di coloro che hanno dato vita alle auto che noi amiamo, perché senza la passione nel loro lavoro, senza la loro filosofia di come concepire un Alfa Romeo, oggi non ci sarebbe la distinzione fra ciò che è un’Alfa Romeo e ciò che non lo è.

Abbiamo appena lasciato alle nostre spalle un ricco 2012, durante il quale Alfissima ha voluto proseguire un progetto, iniziato nel 2010, di manifestazioni che ripercorrono i passi storici: il centenario sul Courchevel, il 25° 75 a Varano de Melegari.

Nel 2011, in concomitanza con il ringraziamento alle autorità per il vincolo dei beni culturali al nostro amato museo, con Alfa Club Milano abbiamo steso il gigantesco stemma Alfa in piazza Duomo: nessuno ha mai pensato, e tantomeno mai realizzato, cose del genere.

Sempre nel 2012 Alfissima ha degnamente festeggiato i 40 anni di un modello fino a pochi anni fa bistrattato da tutti, l’Alfasud, proprio la dove è nata, a Pomigliano, nella sua terra, con i suoi uomini. Altri festeggiamenti, sempre nel 2012, per i 40 anni dell’Alfetta, ad Arese, nel cuore dello stabilimento con i suoi uomini, e per i 50 Giulia nell’arena automobilistica più famosa del mondo, il circuito stradale di Monza, vetrina per la presentazione, nel lontano 1962, del primo modello.

La collaborazione Tra Alfissima e Alfa club Milano ha dato vita anche a un evento dedicato ai collaudatori Alfa Romeo, ricordati per la loro professionalità e passione, coloro che hanno regalato il piacere della guida Alfa Romeo ad ognuno di noi.

Siamo alle porte del 2013, un altro anno molto importante per le ricorrenze della storia Alfa.

Quest’anno ricorrono i 50 anni dell’AUTODELTA, il reparto sportivo Alfa che ha portato vittorie su tutte le piste e le strade del mondo almeno uno dei modelli della casa del biscione, e i 50 anni della Giulia Sprint GT,  il coupè che ha fatto sognare intere generazioni, prima vettura completamente costruita nello stabilimento di Arese.

E ancora, i 30 anni della nascita di un modello assai discusso, l’Alfa romeo ARNA, frutto della collaborazione fra Alfa e Nissan, e dell’Alfa 33, la sostituta della Alfasud.

 

Programma raduni eventi 2013 Alfissima

Marzo 50° Atodelta (Arese – Settimo – Balocco)

Aprile 10° Alfissima (Lago di Garda)

Maggio 30° ARNA (Milano)

Giugno 30° Alfa 33 (Punta Cavallina)

Luglio Mare & Monti trofeo G. Luraghi

Mauro Simonini