|
|
In questa
sezione del sito, vi presentiamo alcuni cenni storici e
tecnici delle Alfa Romeo dotate del sofisticato Ponte De
Dion e trasmissione Transaxle.
Soluzioni che
portarono l'Alfetta del 1972, ad essere una vettura
estremamente all'avanguardia e dalle epiche
e straordinarie doti stradali, invidiate ancora
oggi da molte vetture del nostro
tempo. |
|
I Vantaggi del Ponte De Dion

I compiti richiesti dalle
sospensioni di un veicolo sono molteplici. Innanzitutto,
esse devono assorbire nel modo migliore le asperità
stradali, sia per assicurare confort di marcia ai
passeggeri che per offrire il più possibile senza
soluzione di continuità aderenza fra le ruote e la
strada. Quest'ultima esigenza è importante perché
determina, attraverso le ruote motrici, la forza
propulsiva ed, attraverso le ruote sterzanti, la
direzionalità dello sterzo. Inoltre, tutte e quattro le
ruote assieme assicurano tenuta di strada e frenata. Per
potere assolvere tutti questi complessi ed importanti
compiti, le sospensioni devono prima di tutto essere
leggere, cioè il peso delle cosiddette masse non sospese
(formate da ruote, freni, sospensioni e parte degli
organi di trasmissione nel caso dell'assale motore) deve
essere ridotto al minimo. Ecco spiegato l'impiego di
ruote poco pesanti (tipicamente in lega leggera, o a
raggi), l'utilità dello spostamento all'interno dei
freni e la tendenza ad usare elementi elastici della
sospensione il più possibile leggeri. Ed è questa la
ragione per cui si è universalmente diffuso l'impiego
degli assali anteriori a ruote indipendenti. Questi
movimenti delle sospensioni indipendenti comportano però
variazioni di assetto delle ruote: in senso trasversale
(cioè della carreggiata), in senso longitudinale (del
passo) e nel piano delle ruote (dell'inclinazione):
variazioni che, specie in una vettura a quattro ruote
indipendenti, possono comportare problemi principalmente
di tenuta trasversale. Ed ecco quindi il perché della
sospensione tipo De Dion; esso costituisce in un certo
senso un compromesso tra i vantaggi dei due tipi
fondamentali di sospensione, il ponte rigido e le ruote
indipendenti. Il ponte De Dion, dunque, nella teoria e,
almeno per noi, nella pratica, ha il vantaggio
di ridurre considerevolmente le masse sospese;
mantenere le caratteristiche positive di direzionalità
delle ruote e di resistenza al rollio (inteso come
coricamento trasversale della vettura) tipiche
dell'assale rigido.
Caratteristica fondamentale del ponte
De Dion, che può essere definito a ruote
semindipendenti, data la limitata entità delle masse non
sospese, è che le ruote sono collegate da una barra
trasversale, detta anche assale (sopra, in nero), di
solito sistemata posteriormente. Gli organi di
trasmissione sono in blocco con il rinvio e fissati al
corpo vettura: essi comprendono rinvio conico (coppia
conica che determina il rapporto di riduzione finale) e
differenziale, e a volte cambio e frizione. La potenza
alle ruote è trasmessa da semiassi oscillanti, muniti di
giunti agli estremi (sopra, in verde). Il mezzo elastico
può essere di qualsiasi tipo (balestre, molloni o barre
di torsione, come nel caso delle Alfa di produzione);
altre possibili variazioni allo schema fondamentale sono
gli eventuali schemi di ancoramento trasversale e
longitudinale del retrotreno al corpo vettura;
specificamente, nelle Alfa Romeo Alfetta e derivate,
l'ancoraggio trasversale è garantito dal parallelogramma
di
Watt. |
|
Il Ponte De dion sull'Alfetta
L'Alfa Romeo Alfetta, così
come successivamente le derivate Giulietta, 75, 90 e
S.Z., è caratterizzata da una distribuzione bilanciata
dei pesi (architettura "transaxle", cioè motore
anteriore, cambio e differenziale in blocco al
posteriore), con il cambio e la frizione spostati dalla
parte anteriore della vettura alla posteriore, per
aumentare l'aderenza delle ruote motrici. Questa
soluzione riprende quanto adottato sull'Alfetta 159,
campione del mondo Formula 1 nel 1950 e
1951. |
|
La sospensione posteriore

L'Alfetta adotta un ponte De
Dion, che - per le sue caratteristiche strutturali,
fatta eccezione delle scelte di campanatura progettuali
- obbliga le ruote posteriori a restare perpendicolari
al terreno, sia in rettilineo che in curva. Inoltre, il
ponte De Dion diminuisce le masse non sospese, con
l'obiettivo dichiarato di ottenere la migliore aderenza
possibile delle ruote sul terreno ed evitare il disturbo
dei sobbalzi sulla strada. E coerentemente con ciò,
caratteristica dell'Alfetta e delle sue derivate è
quella di avere il differenziale ed i freni (a disco)
solidali alla scocca, alleggerendo le ruote che -
secondo quanto dichiarava all'epoca della presentazione
la Casa - "hanno ritorni immediati e più morbidi".Il
molleggio è garantito da una convenzionale coppia di
molle elicoidali, al cui interno lavorano ammortizzatori
idraulici. Il ponte De Dion è guidato dal
parallelogramma di Watt nel senso trasversale. Esso,
osservando la figura sotto, ruotando attorno al proprio
asse, assicura che le oscillazioni verticali si
mantengano sempre sullo stesso piano. Nel caso
contrassegnato con A è mostrato il parallelogramma di
Watt a riposo, mentre nel caso B, in presenza di
un'asperità, esso svolge le funzioni torsionali di
puntone e reazione, variando il proprio angolo rispetto
alla posizione originaria, come evidenziato dalla
freccia. |
|
La sospensione anteriore

Soffermiamci, ora, sullo
schema di sospensione a ruote indipendenti anteriore,
con l'uso di barre antirollio al posto delle più
convenzionali molle elicoidali. Lo stesso criterio della
riduzione delle masse non sospese ispira la costruzione
delle sospensioni anteriori. Le sospensioni sono a
ruote indipendenti con quadrilateri trasversali, ma
l'elemento elastico è costituito da barre di torsione
invece che da molle elicoidali. Si tratta di barre molto
lunghe, che arrivano a metà vettura, disposte
longitudinalmente e fissate ad un'unica trave
trasversale, che lavora a flessione, contrastando le
sollecitazioni delle barre. Come sulla sospensione
posteriore, anche nell'anteriore è presente una barra
antirollio. Nella figura sopra, sono evidenziate:
| 1) |
Barra stabilizzatrice
anteriore; |
| 2) |
Asta di regolazione
dell'angolo di incidenza; |
| 3) |
Attacco anteriore della
barra di torsione sul triangolo
inferiore; |
| 4) |
Attacco del triangolo
superiore alla scocca; |
| 5) |
Attacco posteriore della
barra di torsione sul triangolo
inferiore; |
| 6) |
Elemento elastico a barra
di torsione; |
| 7) |
Traversa di assorbimento a
doppio T delle sollecitazioni trasmesse dalle
barre di torsione. Agendo sui componenti 3 e 5,
opportunamente inseriti nel triangolo inferiore
della sospensione, si determina un abbassamento
(rotazione in senso antiorario) od innalzamento
(rotazione in senso orario) dell'avantreno della
vettura. | |
| | |
|