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Nel 1977 nasce la
nuova Giulietta, il nome evidentemente è un omaggio alla
famosa berlina degli anni 50 che tanta fortuna ha
portato all’Alfa Romeo. La linea della nuova
Giulietta è decisamente a cuneo, denota una notevole
aggressività sportiva tanto in voga in Alfa Romeo, il
design è destinato infatti a far scuola non solo ad
Arese ma anche tra la produzione automobilistica di
molte altre case; fara' molto discutere il particolare
design della coda, alta e tronca, con il caratteristico
accenno di spoiler.
Innovativo anche
l'abitacolo spazioso, caratterizzato dalla moderna
plancia. Realizzata sulla stessa base meccanica
della Alfetta, di cui mantiene infatti le medesime
misure di passo e carreggiate, ne propone quindi le
stesse raffinate prerogative telaistiche. Le versioni
della Giulietta del 1977, sono la 1.3 e la 1.6, la
prima, dotata di un motore bialbero di 1357 cc, sviluppa
una potenza di 95cv a 6000 giri, caratteristica di
questa versione del noto bialbero, e' quella di non
essere un motore "corsa lunga", ma un motore
"superquadro", infatti le misure di alesaggio e corsa
sono 80 x 67,5mm. La Giulietta 1.3 raggiunge la
velocita' massima di oltre 165 km/h. La Giulietta
1.6, e' dotata del bialbero di 1570cc da 109cv, e
raggiunge la velocita' massima di oltre 175 km/h. Nel
1979 nasce la Giulietta 1.8, equipaggiata del motore di
1779cc da 122cv, per la quale, la casa di Arese dichiara
oltre 180 km/h. Grazie alle maggiori doti di coppia
del propulsore in questione, viene adottato un rapporto
al ponte piu' lungo, permettendo cosi' di allineare i
consumi di carburante a quelli della meno potente
versione 1.6. Nel 1980 anche per il mercato Italiano,
viene commercializzata la Giulietta dotata del motore
1962cc dell'Alfetta 2.0. questa versione viene
denominata Giulietta Super, versione speciale
commercializzata nell'unica tinta grigio nube
metallizzato percorsa da bande color beige lungo le
fiancate e sul profilo dei paraurti, ora in materiale
composito. La vettura e' inoltre dotata di inediti
cerchi in lega da 14" che ospitano pneumatici
185/65. All'interno fa la sua comparsa il volante
Momo a 3 razze rivestito in pelle marrone e i nuovi
sedili color castoro con bande beige che richiamano i
motivi della carrozzeria, i vetri sono bronzati. La
Giulietta Super, supera i 185
km/h.
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el Giugno 1981 la Giulietta si
rinnova e prendendo la denominazione di Giulietta L. La
gamma viene, a grandi linee, sdoppiata a seconda della
cilindrata del motore: 1.3 e 1.6 sono quindi dotate di
una dotazione semplificata rispetto alla 1.8 che è top
di gamma. All'esterno, per tutte, la novita' piu
importante riguarda i paraurti, non piu' in lamiera
verniciata, ma in materiale composito e di colore grigio
medio metallizzato, con fascia in colore grigio più
chiaro. Tutta la gamma viene dotata di una
fascia paracolpi in materiale elastico bicolore grigio
met/nero sulle porte all'altezza dei paraurti. Sulla
1.8L la parte di carrozzeria sottostante alla fascia e'
verniciata nella tinta dei paraurti, sempre sulla 1.8L
sono presenti le coppe ruota in acciaio inox, la
calandra di color grigio satinato, i lavatergifari e i
fendinebbia, gli indicatori di direzione diventano
trasparenti. In tutte le versioni le gemme laterali
degli indicatori di direzione vengono spostati nella
parte posteriore dell'arcata passaruota. Cambia
inoltre lo specchio retrovisore esterno, ora a comando
elettrico (manuale su 1.3) e le serrature delle porte
migrano dalle maniglie alla zona sottostante ad
esse. Nuove finiture in materiale plastico
caratterizzano la base dei montanti posteriori, in
corrispondenza del tappo di rifornimento, e dello sfogo
d'aria presente dalla parte opposta. Posteriormente
scompare dalla striscia satinata la scritta
identificativa del modello, ora applicata con una
apposita placca, montata sulla parte destra del baule,
con la scritta Alfa Romeo nel carattere “century gothic”
che diventa via via il carattere “ufficiale” Alfa per le
scritte, la scritta Giulietta in corsivo, e la
cilindrata del motore. Nella zona bassa del paraurti,
viene applicato un fanale retronebbia. Anteriormente
vengono modificate le griglie di ammissione aria per la
climatizzazione. Scompaiono le finiture cromate sulle
1.3L e 1.6L. All'interno il volante e' ora a tre
razze, sulle 1.3L e 1.6L il pomello del cambio e' in
plastica nera, volante e pomello sono in finto legno
sulla 1.8L, e' presente su tutti i modelli la
predisposizione autoradio, con antenna integrata nel
parabrezza. Rinnovata la strumentazione, ora con
fondi neri e indici rossi. Il padiglione
termina nella zona parabrezza con una fascia di
materiale plastico che ospita la plafoniera, l'orologio
digitale. Nuovi i tessuti e il disegno dei
sedili, presenti sulla 1.8L gli appoggiatesta
posteriori, sulla 1.3L il texalfa riveste la parte
posteriore dei sedili e i pannelli porta. La
centralina fusibili viene spostata dal vano motore, alla
zona sotto la plancia lato
guida. |
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Nel 1982 per le versioni 1.6L e 1.8L viene
adottato un nuovo cambio di velocita' con rapporti piu'
lunghi e quinta marcia di riposo che insieme al nuovo
impianto di accensione elettronica senza contatti
contrubuisce a ridurre il consumo di
carburante. Restano pressoche' invariate le
prestazioni anche se ora la velocità massima si
raggiunge in quarta. Nel giugno del 1982 vengono
commercializzate un certo numero di Giulietta 1.6 e 1.8
denominate “extra confort”, praticamente la 1.6 adotta
la dotazione di accessori della 1.8 con in più i cerchi
in lega millerighe (anche su 1.8) e impianto radio. Da
notare la presenza dei vetri elettrici anteriori, con
comandi sull’imperiale che alloggia già l’orologio,
prima non disponibili neppure come opzionali. Nel
luglio 1982 si unificano gli impianti elettrici con
quelli dell’Alfetta, perfezionati in vista del lancio
dell’Alfetta Quadrifoglio Oro. Questo moderato restyling
vede cambiare il pomello del cambio (che è più lungo e
copre una maggior parte di leva), gli interruttori dei
comandi elettrici secondari ora illuminati e di colore
nero con ideogramma verde e spia di inserimento.
Esteriormente sullo scudo frontale compare il nuovo
marchio di dimensioni maggiorate, calzato a mezzo di un
adattatore. Lo stemma Alfa Romeo di dimensioni
maggiori viene applicato anche sul baule. Cambiano le
placche di identificazione posteriori, che abbandonano
la dicitura "Alfa Romeo" mentre la scritta "Giulietta"
e' ora in century gothic. Compare la chiusura
centralizzata delle porte.
Viene allestita una serie limitata
denominata Giulietta TI, dotata del propulsore 1962cc da
130cv. La Giulietta TI si distingue esternamente per
la colorazione dei profili paracolpi invertita, con la
parte superiore grigia e la parte inferiore nera. La
parte sottostante al profilo paracolpi, ed i paraurti
sono verniciati in grigio metallizzato,
indipendentemente dal colore della carrozzeria che e'
disponibile in Grigio metallizzato e Nero
metallizzato. Sulla TI sono assenti i profili
cromati, gli indicatori di direzione anteriori sono
trasparenti, i cerchi in lega sono gli stessi montati
dalla Super con i dadi ruote ricoperti da finiture
plastiche di colore nero, la TI ha di serie fendinebbia
e tergilavafari. La stessa tonalità del paraurti è anche
utilizzata per la parte superiore delle
portiere. Completa la caratterizzazione del modello,
la placca con la dicitura "ti" applicata sul lato
sinistro del baule. All'interno troviamo il volante
il pelle grigia, il tachimetro diventa elettronico, gli
alzacristalli elettrici anteriori con comandi sul
padiglione sono di serie, come la chiusura centralizzata
delle porte. I rivestimenti interni sono nel medesimo
“tessuto floccato grigio” dell’Alfetta 2.0 ’82 che
riveste sia i sedili che in pannelli che il
padiglione. La plancia e' bicolore nero/grigio. La
Giulietta TI e' capace di una velocita' massima di oltre
185 km/h, e copre il km da fermo in 30,7", in questa
particolare versione della Giulietta, il cambio di
velocita' ha rapporti corti con quinta di
potenza.
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Nell'Aprile del 1983 viene
commercializzata la Giulietta Turbo Diesel, dotata del
1995cc da 82cv prodotto della VM, che gia' equipaggia
l'Alfetta Turbo D, quale la Giulietta a gasolio mantiene
le prestazioni. La Giulietta td presenta il medesimo
allestimento interno ed esterno della 1.8L, dalla quale
differisce per lo strumento combinato dotato di scale
differenti per tachimetro e contagiri. Esternamente
rispetto alla 1.8L, non sono presenti i lavatergifari e
le coppe ruota sono nere invece che cromate;
inoltre e' dotata di un particolare spoiler
anteriore studiato per far affluire maggiormente l'aria
all'impianto di raffreddamento. Posteriormente, sulla
sinistra del baule, la caratteristica placca
identificativa "turbo diesel", e come nell'Alfetta, il
voluminoso tubo di scarico.
Sempre nel 1982, viene messa allo
studio una Giulietta molto sportiva, messa a punto
dall'Autodelta di Carlo Chiti, che verra'
commercializzata l'anno seguente. Queste preserie sono
realizzate su base “Giulietta ‘81” e ne vengono
approntati tre esemplari.
Ad Agosto 1983, la Giulietta L
riceve l'ultimo aggiornamento, assumendo la
denominazione di "Nuova Giulietta L '84". La gamma
ora non prevede + la versione 1.3 , ed è ora composta
dalla 1.6 1.8 e 2.0 turbodiesel. Esternamente le
modifiche più importanti riguardano i nuovi scudi
paraurti in mareriale composito, che perdono i piccoli
rostri presenti già con la prima serie , quello
anteriore presenta uno spoiler che incorpora i
proiettori fendinebbia (di serie su 1.8 e 2.0
td). I paraurti sono di colore grigio, per 1.8
e 2.0 td sono contornati nella parte superiore da un
profilo nero opaco, le luci retronebbia ora sono due e
sono collocate in una fascia in materiale composito,
verniciata nel colore dei paraurti, applicata
posteriormente che incorpora anche il
portatarga. Scompare la banda satinata sul baule, che
univa le due luci di retromarcia. Nuova anche
la calandra (in materiale plastico) e lo scudo, nella
versione 1.6 la calandra è di colore nero, mentre come
di consuetudine è grigio satinato su 1.8 e 2.0 td,
arricchita, su 1.8, dai lavatergifari e dagli indicatori
di direzione trasparenti. Nuovi anche i profili laterali
con la tipica verniciatura del colore dei paraurti per
1.8 e 2.0 td. Da notare che anche la fascia posteriore
portatarga ha colorazione differente, il layout estetico
segue quello della colorazione della mascherina
anteriore. Internamente una nuova plancia
dotata di un'unica griglia per lo sbrinamento del
parabrezza e di 3 bocchette orientabili di forma
circolare al centro della plancia. Lo strumento
combinato ha ora una singolare e caratteristica forma
ellittica ed ospita un inedito check control che informa
su alcuni eventuali problemi alla vettura. I
comandi secondari, prima alloggiati a sinistra del
piantone sterzo, prendono posto ora al centro della
plancia, sopra le bocchette di aerazione. Nuovo anche
lo schienale del divano posteriore, ora dotato sempre su
1.8 e 2.0 td di appoggiatesta integrati. Con esclusione
della sola 1.6 anche il padiglione è rivestito di
tessuto (rimane in fintapelle traforata sulla versione
di accesso). A livello meccanico, su 1.6 e 1.8,
vengono adottati nuovi rapporti al cambio, più
lunghi. La Nuova Giulietta '84 fa registrare le
seguenti prestazioni: 1.6 - oltre 175 km/h, km da
fermo in 32" 1.8 - oltre 180 km/h, km da fermo in
31" 2.0 turbo diesel - oltre 155 km/h, km da fermo
36,6" Di dettaglio le altre modifiche meccaniche
(comando acceleratore a cavetto, collettori di
aspirazioni modificati e che integrano il passaggio
acqua e nuova valvola bypass per il
servofreno).
Ad Ottobre 1983 viene presentata
la Nuova Giulietta 2.0 Turbo Delta, sviluppata
dall'Autodelta (Reparto Corse Alfa Romeo) per
partecipare al campionato europeo turismo, ma vista
l'imminente presentazione dell'Alfa 75, vi e' un cambio
di programma che fa si' che la Turbo Delta non scenda
mai in gara. La vettura viene prodotta in soli 361
esemplari dei 500 previsti. La Turbo Delta, e' dotata
del classico bialbero 1962cc ad alimentazione singola,
sovralimentato in questa versione, da un
turbocompressore Alfa Avio (elaborato dall'Autodelta),
con sistema di "carburatori soffiati". Ha valvole al
sodio con riporti in stellite, comandate da nuovi e
specifici alberi a cammes, viene aggiunto un radiatore
per l'olio. Tale propulsore, sviluppa la
ragguardevole potenza di 170 cv, record in relazione
alla cilindrata in riferimento al periodo di uscita
della vettura. L'impianto frenante e' dotato di 4
dischi autoventilanti, tubazioni aeronautiche, ed
all'avantreno presenta la singolare soluzione delle
doppie pinze frenanti "Lockeed". I mozzi ruota
dispongono di 5 colonnette di fissaggio, dove vengono
montate inedite e specifiche ruote in lega con disegno a
8 fori, che ospitano i pneumatici Michelin TRX 200/60
365. L'assetto stradale della vettura e'
caratterizzato da una taratura piu' rigida delle
sospensioni. Il cambio di velocita' e' dotato di
differenziale autobloccante e frizione bidisco, ed e' lo
stesso utilizzato dalla Coupe' GTV 6 2.5. All'esterno
la Turbodelta si presenta nell'unico colore nero
metallizzato, ha profili rossi sono applicati su tutto
il perimetro della carrozzeria, all'altezza dei
paraurti, verniciati in grigio satinato, come la parte
bassa della carrozzeria sotto i neri profili
paracolpi. In nero troviamo anche la fascia
posteriore che ingloba i retronebbia e la
targa. Posteriormente la placca di identificazione
composta dalla scritta "turbo" e il fregio triangolare
simbolo dell'Autodelta. Anteriormente sono presenti i
proiettori fendinebbia. I vetri della turbodelta sono
in color bronzo. All'interno, spiccano gli sportivi
sedili in tessuto e finta pelle dotati di appoggiatesta
a rete, di colore rosso, come rossa e' anche la moquette
che riveste il pavimento. Viene scelto un volante
momo a 3 razze con corona rivestita in pelle. Lo
strumento combinato e' il medesimo delle altre versioni,
ma e' da segnalare la particolare applicazione del
manometro per il controllo della pressione di
sovralimentazione, alloggiato al posto della bocchetta
centrale di areazione nella plancia. Il manometro ha
fondoscala a 1,6 bar, anche se la pressione massima di
esercizio e' di 0,6
bar. |
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Nel 1984,
la Giulietta con motore 2 litri, viene proposta per
l'ultima volta. Le caratteristiche meccaniche e
prestazionali sono le medesime della "ti" del
1982. La denominazione per questo modello e' Nuova
Giulietta 2.0 '84 e differisce in alcuni particolari
dalla versione “normale” di due litri dall’anno prima
disponibile normalmente per l’estero. La vettura ha
paraurti nella stessa tinta della carrozzeria, in nero
troviamo invece la calandra ed ovviamente la fascia
portatarga posteriore, ed il profilo paracolpi che
percorre tutto il perimetro della vettura all'altezza
dei paraurti. Le superfici vetrate sono in color
bronzo, e come sulla 1.8 e sulla turbodiesel le cornici
di parabrezza e lunotto, e i gocciolatoi sono in acciaio
inox. Le ruote in lega, opzionali, sono le medesime
della Giulietta Super del 1980, e della "ti" del
1982. All'interno il volante a tre razze e' ora
rivestito in pelle, i nuovi sedili in panno con coste in
velluto blu e scritte Alfa Romeo in cuoio applicate agli
schienali. Parallelamente all’introduzione della 2.0
L ’84, anche la 1.6 riceve alcuni aggiornamenti. Diventa
meno riconoscibile dalla 1.8, in pratica ne prende in
layout di verniciatura dei paraurti ed i profili cromati
sulle guarnizioni dei cristalli parabrezza e lunotto.
Compare il rivestimento in tweed del
padiglione.

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