LA RARA
di Andrea Montanaro

Il lungo rapporto di odio, passione, amore, incavolature, gioie e carri attrezzi che mi lega alla RARA (un’Alfa 75 2.0 a carburatori del 1986) inizia nell'ormai lontano 1991 quando possedevo ancora (mi si perdoni, ero giovine ed inesperto) una Seat Malaga 1200 GLX, vettura non particolarmente brillante ma che comunque il suo onesto servizio lo faceva, ed anche bene per la verità, specie sulle lunghe distanze che a quei tempi, per lavoro, ero costretto a percorrere.
In quel periodo, a mio padre rubarono la sua Lancia Prisma TD, e nella necessità di rimpiazzarla in tempi brevi, girando per alcuni salonisti dell'usato a Rieti, mio padre e mio fratello adocchiarono una Alfa 90 2.0 6V CEM “naturalmente” grigio neutro, apparentemente in condizioni eccellenti, per cui dopo aver dato la mia disponibilità a permutare la Seat con questa, nei primi giorni di Settembre del 1991 la 75 divenne ufficialmente la prima Alfa Romeo di famiglia.
Non è che fossi particolarmente convinto dello scambio, ma solo perché io davo indietro la macchina MIA per comprare la macchina di MIO PADRE (leggi: praticamente rimanevo senza macchina o quasi.........)
Rimasi comunque colpito da questa nuova vettura, soprattutto mi affascinava molto il suono del sei cilindri, inusuale per me che ero abituato ai quattro pistoni e in ultimo al ticchettìo del Diesel.
Purtroppo ci fu detto che quella 90 aveva seri problemi di motore (cosa non vera in quanto ha girato senza problemi sino a pochi anni fa) e quindi mio padre, spaventato dalle possibili spese, decise di restituirla al commerciante che ci propose in cambio una 75 che teneva in vetrina, tra le vetture che considerava di un certo pregio. Fu effettuata la permuta e la RARA (all’epoca solo una comune 75 usata) divenne l’Alfa ufficiale di famiglia numero due.
Si dice che il buongiorno si vede dal mattino, per noi fu subito cielo tempestato di nubi temporalesche, visto che, dopo pochi mesi dall'acquisto, il motore mi piantò lasciandomi come un cazzone (sensazione che avrei provato spesso negli anni a venire) sulla corsia di emergenza del Grande Raccordo Anulare per la foratura di un pistone. Comunque, consumando 5 litri di olio per fare 6 (dico sei) Km, pur a 20 km/h riuscii a tornare a casa................
Siccome la macchina era nostra da pochi mesi appena, visto quanto ci era costata non ce ne potevamo liberare facilmente per cui, a suon di bestemmie del babbo (altra colonna sonora degli anni a venire), che forse intuiva la spirale perversa in cui ci eravamo ficcati, la portammo all'Alfa Romeo che mise a nuovo il motore.
Io non sono mai stato un'alfista e men che meno generato da dinastia alfista, ma quando sentii il nuovo motore girare così rabbioso, ebbi come l’intuizione che forse, tutto sommato, un'Alfa Romeo non era propriamente una macchina come le altre.......
Comunque, in quanto macchina del babbo, compito principale cui era deputata era macinare chilometri, per cui venne naturale installare un impianto a GPL. Purtroppo mi resi conto che violenza era stata fatta: sentivo che il motore non emetteva più quel suono imperioso, potente, di assoluto dominio della strada, ma soltanto una voce strozzata, afona: un purosangue cui avevano tirato troppo le briglie e non era più libero di galoppare, ma solo di andare al trotto........
Tra l’altro questo continuo utilizzo ai limiti del gravoso, specie nel traffico cittadino, cominciava a provocare continui guasti ed inefficienze.
Ad onor del vero c’è anche da dire che Lei non è che si impegnasse particolarmente per farsi voler bene, anzi sembrava quasi trarre compiacimento nel guastarsi e fare di tutto per farci sacramentare………..
Piccole ma fastidiosissime cose come il motore che perdeva olio solo perchè DOVEVA perdere olio, guasti elettrici di sconosciuta origine che come per magia si riparavano poi da soli, viaggi che in molti casi prevedevano svariate tratte percorse a bordo di carri attrezzi (praticamente davo del tu a quasi tutti gli operatori dell’ACI della penisola), erano ormai la consuetudine della 75.
Eravamo arrivati al punto di gioire non per il fatto che in un mese la macchina non si fosse guastata, ma che si fosse guastata per una cifra irrisoria..........
Comunque tra (pochi) alti e (molti) bassi la macchina con quel motore percorse altri 180.000 Km prima che le bronzine dicessero addio………..
Era il 2002 ed a quel punto la situazione della macchina era abbastanza drammatica: il motore era "partito" e la meccanica, il cambio in primis, era oramai decisamente stanca. Se poi associamo a tutto il fatto che nella sua vita non ha mai visto il garage, anche l'aspetto "fisico" non lasciava molto spazio all'entusiasmo: vernice opacizzata e screpolata, quegli odiosissimi segni di sportellate sulle fiancate, paraurti tenuti su con le viti Parker perché i supporti laterali erano partiti negli anni, pigne cadute sul tetto ecc. Insomma sicuramente un quadro desolante e da stomaco forte, tale che una persona sana di mente avrebbe provveduto a disfarsene, magari approfittando di qualche "incentivo".
Eppure neanche questa volta era giunta la sua ora. Fortuna (se tale all’epoca si poteva considerare) volle che venne fuori la possibilità di far sistemare il motore, revisionare anche il cambio e gli altri particolari di meccanica inefficienti, a meno del costo che ci sarebbe voluto per un buon usato. Ciò ci permise di poter disporre di nuovo di una macchina meccanicamente efficiente, seppure decisamente "indecente" nella carrozzeria.
Ma al babbo non fregava gran che della carrozzeria, visto che gli sembrava inutile spendere dei soldi per far riverniciare una macchina comunque destinata a rimanere in strada giorno e notte. Per lui era importante che funzionasse a dovere, o almeno era quello che sperava.............
Speranza durata circa 5.000 Km in quanto, accortomi di un consumo d'olio abnorme, facemmo controllare la macchina nuovamente questa volta da un meccanico Alfa Romeo, il quale scoprì - ED E' TUTTO VERO, LO GIURO - che i pistoni erano stati montati in senso contrario a quanto stabilito dal famoso riferimento/freccia stampato sul cielo del pistone (almeno questo mi disse)...................
Altri bestemmioni del babbo che si vide costretto a far nuovamente rifare il motore, sempre per degli astrusi calcoli "illogici", (da me poi subdolamente pilotati) per cui sarebbe valsa la pena sistemare il motore piuttosto che comprare una macchina usata "che poi non sai come è stata trattata e bla, bla, bla”.... ….in pratica tutta una serie di stronzate da me raccontate col solo scopo di non rottamare bquesto cesso di 75, che piano piano si stava sempre più insinuando nei miei affetti…..
Per cui nuovo motore (questa volta funzionante a dovere), carrozzeria sempre "cessa" (tra l'altro mio fratello aveva parcheggiato in una 126 con ovvii risultati.....), tanti altri km e stress cittadino davanti per chissà quanto tempo............
Poi, un giorno, una telefonata del babbo, di quelle che mai nessuno vorrebbe ricevere: "sai, mi hanno tamponato in superstrada verso Orte, però non mi pare granché il danno” dopo due secondi nuova telefonata: “avevo visto solo il lato sano”….. in effetti il grosso della botta era sul lato del passeggero, per cui non avendo fatto subito il giro della vettura di primo impatto non aveva realizzato…..……............ comunque poco da dire: due calcoli fatti in un momento di razionalità: macchina dietro tutta storta, carrozzeria già provata dagli anni, valore assicurativo zero, conclusione inevitabile..............
Solo che come accade con tutte le cose che fanno parte della quotidianità della nostra vita da molti anni, ormai la 75 era "di famiglia": alla 75 associo ancora oggi i più bei ricordi della mia vita (il mio primo viaggio all’estero con gli amici, le prime vacanze in macchina, ecc….), per cui l'idea di separarmi da questa macchina, per di più scaricandola in un campo di demolizione, con il pensiero che qualcuno vi entrasse per smontarla, che la profanasse e portasse via ciò che era mio, mi faceva venire la pelle d'oca.
E poi dopo tanti anni di utilizzo, finalmente ero riuscito a comprendere cosa faceva di un’Alfa Romeo una vettura speciale, diversa e per certi versi unica nel suo genere, cosa ne faceva un qualcosa che andava oltre il semplice concetto di macchina…….………….
Forse era una mia suggestione, ma sembrava che la macchina si fosse messa a funzionare come un orologio dopo l'incidente, quasi a voler evidenziare che era ancora in grado di dire la sua su strada. Forse anche allora mi stava prendendo per il culo, ma io ci cascai come un pollo (o forse ci volli cadere……..)
Pur sapendo che mai il babbo sarebbe stato d'accordo (e vai con opera di suadente persuasione – il solito bla bla bla di cui sopra) e sapendo che comunque non sarebbe stata impresa economicamente conveniente, perché l'assicurazione mai ci avrebbe rimborsato i soldi di una riparazione di così vasta portata, non ci ho messo molto (forse due o tre minuti) a decidere che la macchina doveva tornare a nuova vita, non semplicemente riparandola, ma riportandola, per quanto possibile, alle stesse condizioni di quando era uscita, un caldo giorno di fine Maggio del 1986, dalla concessionaria.
Ciò mi avrebbe consentito di eliminare anche quei fastidiosi aggiornamenti a cui la macchina era stata sottoposta dal precedente proprietario. Compito non facile in quanto trovare un cofano "piatto" ed una calandra della prima serie non è stata impresa da poco, perché, almeno nelle mie zone, in quel periodo molte 75 erano rimaste vittime degli incentivi, ma si trattava per lo più di modelli successivi alla mia.
Ma chi mi conosce sa benissimo che è in questi frangenti che divento più tenace nella ricerca dei particolari che mi interessano, e trovatili ho provveduto personalmente allo smontaggio della macchina perché non volevo che per la fretta il carrozziere si limitasse a "nastrare" le parti tipo maniglie, fasce in plastica ecc. Con molta fortuna ed ad un prezzo onesto ho trovato i due parafanghi posteriori, il fascione dove vanno fari e targa e tutti i gruppi ottici posteriori, tutto originale Alfa Romeo, oltre a varie guarnizioni, minuterie plastiche ecc.
Tutta la parte posteriore della macchina è stata tagliata, il pianale posteriore è stato perfettamente raddrizzato sul banco scocca e le lamiere nuove saldate al loro posto. Un bel trattamento protettivo, ed eccola finalmente scintillante nell’originale azzurro metallizzato AR371.
Finalmente la macchina era bella come l'avevo solo potuta immaginare, con tutti i suoi particolari conformi, aveva solo la piccola pecca dell'impianto a gas, un prezzo veramente esiguo da pagare se mi permetteva di fare in modo che il babbo la tenesse senza buttarla. Si, perché pur se intestata a me, la macchina era comunque sua, quindi era libero di farne ciò che voleva.................
Comunque era lì, lucida sotto il sole, con la gente che cominciava a farle i complimenti perché non era più un vecchio rottame, ma una vera Alfa "di quelle di una volta"...................
Certo, tante cose ancora necessitavano di essere migliorate, a partire dalla tappezzeria non propriamente in forma e coperta da delle foderine dalla bellezza discutibile, ma considerando che doveva essere demolita………
Potrebbe sembrare che tutto fosse finito, e nel migliore dei modi, invece……..
Invece venne una cupa sera di pioggia, di nuovo quel maledetto telefono che suona, e di nuovo il babbo apportatore di sventure, ancora più cupo della volta precedente, la mia corsa affannosa verso il luogo dell'incidente, la pioggia battente, i vetri in terra, il fumo del radiatore sfondato, tutto il lavoro ed i sacrifici fatti svaniti in un nanosecondo......... e Lei a lato della strada, ferita forse per sempre………….
Ricordo solo che, nel momento in cui la macchina veniva caricata sul carro attrezzi e l'operatore, convinto probabilmente che nessuno sano di mente l’avrebbe riparata, mi chiedeva se la volevo portare al loro deposito dicendoci che avrebbero eventualmente provveduto loro alla riconsegna delle targhe, devo aver farfugliato qualcosa con una faccia terrificante, perché si è subito affrettato a portarla a casa nostra, scaricandola con molta cura, quasi trasportasse una cosa preziosa.
Già il giorno dopo, dopo essermi concesso non più di cinque minuti di colorite e quanto mai giustificate imprecazioni, ero di nuovo all'opera, (se ripenso alla mia vita con questa 75, il termine che meglio rende il mio rapporto con questa infida è "all'opera"), quindi rapido e scientifico esame dei danni, elenco di quel che serviva e immediati contatti col carrozziere.
Si aprano le danze signore e signori, la giostra ricomincia.
Nuovamente tagliata, saldata, ricostruita, RINATA dalle sue ceneri come araba fenice e, nel frattempo la mossa più giusta da fare: l’acquisto di una comoda Alfa 164 per il babbo (molto più apprezzata) e la 75 finalmente tutta mia, finalmente il meritato riposo da anni di angherie automobilistiche, finalmente avrei potuto tenerla come sempre avevo sognato, come meritava dopo tutto quello che aveva passato............
E la prima mossa è stata porre rimedio ad un torto di tanti anni prima, l'eliminazione di quell'impianto a gas che l'aveva mortificata per anni, pur salvandola, e l'emozione di sentire nuovamente quella voce piena, possente, autoritaria e solida, a dire "finora abbiamo scherzato, ora si fa sul serio", riavere finalmente quelle prestazioni e quelle sensazioni su strada che nemmeno utilizzando il vocabolario più ricco si possono descrivere e che solo chi ha guidato una vera Alfa Romeo riesce a capire……..
Il resto è storia recente, l’ossessiva e maniacale ricerca per il dettaglio conforme, che mi ha portato a sostituire un motore per la sola idea di riaverlo col numero giusto, la ricerca minuziosa e sistematica di tuti quei particolari che fanno la differenza, la cura certosina con la quale la tratto e la conservo quasi fosse una figlia……..
E poi il conoscere tanti amici con i quali dividere la mia stessa passione, che ti capiscono al volo quando cerchi di far capire cosa si prova a guidare Alfa Romeo, dai quali comprendere ed imparare quale tecnologia, tecnica soprattutto passione di grandi uomini si celano dietro quello che non è solo un marchio prestigioso, ma uno stile di vita………
E soprattutto la certezza che nulla al mondo ci separerà mai………….....................
Andrea Montanaro, Socio di A.R.O.C. Alfissima